Nella letteratura scientifica sono molti i lavori che hanno come tema l’elettrospinning con l’obiettivo di preparare “scaffold” adatti alla riparazione della pelle. Il chitosano è uno dei polimeri più utilizzati e descritto anche per questo scopo. Non esistono tuttavia esempi di “scaffolds” totalmente preparati a partire da miscele di polimeri idrosolubili di polisaccaridi cationici e anionici, capaci di formare un complesso polielettrolitico, ed elettrofilati in assenza di solventi organici.
L’invenzione permette di ottenere nanofibre insolubili da soluzioni polimeriche acquose in assenza di solventi organici tossici, evitando residui di solventi nella preparazione e permettendo un processo “ecocompatibile”.
I residui di solventi possono anche influenzare negativamente l’interazione con le cellule che dovrebbero proliferare sulla membrana.
Un’altra novita’ dell’invenzione consiste nella possibilita’ di associare polimeri di diversa natura ionica (chitosano cationico e glicosaminoglicani anionici) e poter elettrofilare la soluzione risultante potendo sfruttare le proprieta’ bioattive di tutti i componenti nel trattamento delle lesioni.